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L’incontinenza
Urinaria è un involontaria perdita di urina in tempi e/o in luoghi inappropriati tale da costituire un problema igienico e sociale; una problematica diffusa, quanto nascosta, che riguarda oltre 3 milioni di italiani e che colpisce prevalentemente il sesso femminile; nel maschio, infatti, l’incontinenza
urinaria è di solito legata ad interventi chirurgici sulla prostata o sulla vescica.
Essere incontinente comporta una modificazione della propria immagine, con grave perdita di autostima capace di innescare pericolosi meccanismi dal punto di vista psicologico. La perdita della continenza può creare una vera e propria disabilità, con ripercussioni non trascurabili nel sociale, sulla sfera sessuale e familiare. L’uso stesso del pannolino, semplice e immediato tentativo di arginare il problema, può generare un vero e proprio handicap.
Fortunatamente la medicina ha fatto passi da gigante nel trattamento di una problematica con risvolti cosi complessi che diventa imperativo esortare il paziente ad affrontare l’argomento vista la disponibilità di diverse soluzioni terapeutiche in grado di migliorare e/o risolvere il problema. Clinicamente si possono riscontrare fondamentalmente due tipi di incontinenza:
-da stress: perdita di urina in associazione a uno sforzo fisico (tosse, starnuto, risata, ecc).
-da urgenza: perdita di urina in concomitanza di un forte stimolo minzionale che non consente il raggiungimento del bagno.
Circa il 50% delle incontinenze femminili è classificata come incontinenza da sforzo, percentuale che tende a ridursi in età pił avanzata, quando diviene più frequente l’incontinenza da urgenza. I due quadri possono coesistere in quella che viene riconosciuta come incontinenza mista.
Nella donna l’incontinenza da stress o da urgenza, si manifesta spesso in associazione ad alterazioni della statica pelvica con successivo prolasso di organi come la vescica (cistocele), il retto (rettocele) l’utero (isterocele) e/o parti di intestino.
Tali problematiche sono quindi pił frequenti nella donna anziana che risente degli effetti dell’età sulla vescica e sull’apparato urinario oltre che dei danni derivati dal parto, dalla carenza ormonale, dalla maggiore frequenza delle infezioni delle vie urinarie, dall’aumento cronico della pressione endoaddominale oltre che a problematiche mediche e neurologiche.
Tutti fattori che possono contribuire a determinare alterazioni del muscoli del pavimento pelvico o dello sfintere urinario intrinseco che sono la causa dell’incontinenza urinaria da sforzo; nell’incontinenza urinaria da urgenza invece le perdite sono legate ad una iperattività del muscolo stesso della vescica (detrusore).
Un attento colloquio con la paziente, una visita uro-ginecologica, es. urine ed urinocoltura ed un ecografia dell’apparato urinario sono sufficienti ad inquadrare il tipo di incontinenza. In caso di correzione chirurgica è indicata una valutazione videourodinamica, un indagine mininvasiva che necessita del posizionamento di un catetere vescicole e che fornendo informazioni funzionali e morfologiche del basso tratto urinario, consente di comprendere la dinamica minzionale e quindi proporre l’intervento correttivo più appropriato. |